15
Set
2011

ORGANIZZAZIONE E QUALITA’ DA UN PUNTO DI VISTA QUANTISTICO

Di Gianluca Gaggioli pubblicato giovedì 15 settembre 2011 in Sistema gestione qualità |

Quantum Gravity Photon Race
Creative Commons License photo credit: NASA Goddard Photo and Video

di Roberto Denti*

 

Quando si parla di organizzazione e qualità ci si riferisce, il più delle volte, ad un sistema di tipo meccanicistico.

Vediamo cosa si intende con questo aggettivo, partendo dalla concezione newtoniana dell’astronomia.

Nei Principia Newton scrive: “Lo spazio assoluto, per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, rimane sempre uguale e immobile” … “Il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente”.

Il mondo newtoniano è quindi formato da particelle materiali, piccoli oggetti solidi e indistruttibili da cui sarebbe composta tutta la materia, il tutto in un movimento particellare inserito in uno spazio assoluto e in un tempo assoluto. Questo universo newtoniano è concepito come una macchina perfetta, un orologio dagli innumerevoli meccanismi creato da Dio e da lui messo in moto. Un universo in cui la divisione cartesiana tra spirito e materia prese il sopravvento con la conseguenza che si concepì non solo l’universo, ma anche il mondo e la natura come un sistema meccanico che poteva essere descritto obiettivamente e nettamente separato dall’osservatore. Questo osservatore, ossia lo scienziato delle varie scienze astronomiche, fisiche, matematiche e sociali, veniva considerato esterno al sistema da osservare e, di conseguenza, non appariva mai nei modelli di osservazione e di deduzione. Il successo della meccanica newtoniana in astronomia è fuori di dubbio ed incoraggiò i fisici ad estendere tali concetti in tutti gli altri campi della scienza, quali il moto dei fluidi, le vibrazioni dei corpi elastici, la teoria del calore e, in generale, a tutti i fenomeni termici.

Così nel settecento tutte le scienze, anche quelle sociali, modellarono i loro sistemi di osservazione e di deduzione alla fisica newtoniana con la conseguenza che la creazione dei modelli di osservazione della società e del comportamento dei singoli individui veniva basata su singoli elementi gli uni separati dagli altri. Così ogni individuo, ogni attività umana e naturale veniva considerata come particella singola, separata da tutte le altre e facenti parte di un ingranaggio meccanico, ossia la società, governato prima da Dio e successivamente dalla classe politica.

Un esempio lampante è la concezione che Thomas Hobbes ( 1588-1678) ha della società. Filosofo e pensatore politico inglese fu uno dei primi a rompere con la tradizione filosofica della scolastica, propria della società greca e medievale per abbracciare la nuova fisica cartesiana che considerava il mondo materiale come un sistema che si può spiegare con il rigore della matematica e della geometria. Hobbes considera gli individui nella duplice qualità di soggetti ed oggetti sociali elaborando una dottrina politica basata su uno stato di natura in cui gli uomini hanno paura gli uni degli altri e pertanto, devono affidarsi alla neutrale ed assoluta autorità dello stato per dirimere le questioni sociali e religiose. Da questa filosofia basata sulla matematica e sulla geometria e che egli applica a tutti i corpi chiamati “enti”, ne deriva una concezione etica anch’essa basata sul calcolo matematico in base al quale ogni individuo, ogni gruppo sociale e ogni stato individua le azioni più vantaggiose in funzione del proprio tornaconto e dell’appagamento dei propri bisogni.

Tale concetto etico trova la sua “massima” espressione in Bernard de Mandeville (1670-1733); nel suo poema satirico “Fable of the Bees: or, Private Vices, Publick Benefits” afferma: “ … il vizio è tanto necessario in uno stato fiorente quanto la fame è necessaria per obbligarci a mangiare. E’ impossibile che la virtù da sola renda mai una nazione celebre e gloriosa”. Secondo la teoria di Mandeville dal vizio dipende l’attività economica di una nazione, il suo sviluppo, la sua espansione e la sua prosperità; senza il vizio lo stato è destinato al fallimento e alla miseria.

Questa sua teoria del vizio come elemento di sviluppo economico influenzò numerosi economisti come Adam Smith e Any Rand, autrice dell’opera “La virtù dell’egoismo”.

Dall’ottocento in avanti la concezione meccanicistica, iniziata con la scienza dell’astrofisica, si diffuse in tutte le branche del sapere, dalla fisica alla chimica, alla biologia, alla psicologia, alle scienze sociali e tale meccanicismo si permeò delle teorie mandevilliane del vizio, della ricchezza e della crescita economica basata sulla prevaricazione e a danno degli altri individui, delle altre attività, delle altre economie a degli altri stati. La cooperazione economica che poteva essere desunta dalle concezioni rinascimentali dell’arte e della scienza vengono del tutto escluse dal dibattito scientifico, sociale ed economico. Così la concezione del mondo come macchina si diffuse in tutto il sapere occidentale divenendo una struttura complessa. Infatti, come scrive Fritjof Capra nel suo libro Il Punto di svolta, “Lo spirito Baconiano modificò profondamente la natura e i fini della ricerca scientifica … l’antico concetto della terra come alma madre fu radicalmente trasformato negli scritti di Bacone e scomparve del tutto quando la Rivoluzione Scientifica procedette a sostituire la concezione organica della natura con la metafora del mondo come macchina. Questo mutamento che avrebbe assunto un’importanza determinante per l’ulteriore sviluppo della civiltà occidentale, fu inizialmente completato da due fra le figure più eminenti del Seicento, Descartes e Newton…. Descartes diede al pensiero scientifico il suo sistema di riferimento generale: la concezione della natura come macchina perfetta, governata da leggi meccaniche esatte.” Il meccanicismo guidò l’intera osservazione scientifica e la formazione di tutte le teorie di fenomeni naturali e sociali fino a quando la fisica del XX secolo introdusse un mutamento radicale con la relatività ristretta di Einstein che implicava un salto di qualità nei concetti tradizionali newtoniani che culminarono nel 1915 nella teoria della relatività generale che descriveva le proprietà dello spazio-tempo a 4 dimensioni nella quale la gravità altro non è che la manifestazione della curvatura dello spazio-tempo. Successivamente la fisica quantistica elimina la precedente distinzione tra particelle e onde: un sistema quantistico presenta le caratteristiche tipiche delle onde, ma nel momento in cui viene misurato, o anche solo osservato, assume le caratteristiche di un insieme di particelle (quanti) (dal latino quantum, quantità, da cui il nome della teoria).

Questa proprietà presuppone che la realtà sia un insieme di possibilità potenzialmente infinite, che solo l’interpretazione può determinare e “concretizzare” fenomeni percepibili dall’uomo. Questo aspetto viene ripreso in ambienti filosofici e spirituali, ad affermare che tutto ciò che l’uomo percepisce non sarebbe altro che una sua creazione.

Secondo il modello quantistico, inoltre, i processi fisici sono discontinui e hanno luogo in forma di salti quantici che, essendo infinitesimali, danno l’illusione di un mondo in cui i cambiamenti avvengono in modo molto regolare e continuo.

Se nella meccanica newtoniana l’osservatore è esterno al sistema nel suo complesso, nella fisica quantistica l’osservatore determina il risultato dello stesso esperimento, introducendo così il concetto della coscienza umana nel processo di osservazione, passando così dal concetto meccanicistico di “verità assoluta” a quello di “corretti punti di vista”, sempre rispetto al sistema che si sta osservando. L’uomo, con tutte le sue proprietà fisiche, psichiche e di coscienza, ridiventa quindi il centro del sistema, sia esso naturale, sociale, scientifico, culturale ed economico, acquisendo la responsabilità di ogni sua azione, in una sorta di un nuovo libero arbitrio. Il rapporto con la natura ridiventa un approccio di tipo leonardesco, ossia uno studio attento dei fenomeni naturali, considerati come totalità integrate di sistemi non lineari nei quali la realtà è molto più complessa della somma delle parti che la compongono.

Si passa quindi da un metodo di rilevazione e di descrizione della natura di tipo analitico ad uno più olistico, così come previsto da Arthur Koestler (1905-1983), scrittore e filosofo ungherese che ha coniato il termine di olone. Nella sua teoria dei sistemi non lineari, l’olone è una parte di un sistema complesso che, pur avendo una propria individualità, è anche parte integrata di un sistema di ordine superiore, anch’esso olone. Quindi l’olone è composto da altri sotto-sistemi che sono, anch’essi, oloni. Di conseguenza tutta la realtà, esseri viventi compresi, viene concepita come un ordine stratificato in cui ogni interazione è sensibilmente diversa dal singolo comportamento; ne consegue che la somma è maggiore o minore delle parti. La caratteristica dell’olone, che afferma la sua natura individuale pur facendo parte in modo integrato di un sistema di ordine superiore, ci porta direttamente al concetto di realtà, inteso nel senso più vasto del termine.

Dopo questa lunga, ma necessaria premessa che ha messo in luce le innovazioni apportate dalla fisica quantistica nel campo delle scienze, andiamo a considerare l’organizzazione e qualità.

L’articolo di Gianluca Gaggioli, seppur ben congeniato e strutturato nelle definizioni di qualità prevista, progettata, percepita, paragonata, parte da presupposti e concezioni tipicamente meccanicistici.

Il rapporto tra organizzazione-qualità-utente viene descritta in termini che, seppur esatti, suddividono i concetti e le variabili in gioco secondo uno schema in cui le varie parti sembrano essere scollegate tra loro. avanzati, vanno a formare un rinnovato sistema aziendale, produttivo. Se poi questi singoli sistemi, composti da altri sottosistemi tutti interagenti tra loro in tempo reale, si interfacciano ad altri analoghi, allora il sistema produttivo nel suo complesso sarà molto maggiore della somma delle sue singole parti, il chè conduce al salto quantico, ossia all’innovazione complessiva e di qualità dell’intero sistema economico e sociale.

Anche la qualità segue queste regole basilari: non è sufficiente definire la qualità, ma essa va costruita in modo quantistico in tutti i processi, partendo dalla progettazione dell’edificio, passando per l’organizzazione delle risorse umane per arrivare all’utente finale.

Ad esempio ogni singolo elemento, umano o materiale non ha importanza, deve essere considerato un olone, ossia un sistema complesso contenente altri oloni e il tutto deve essere organizzato in modo tale che ogni elemento non perdi la propria identità, ma al tempo stesso si senta parte integrante del sistema. Anche l’utente finale deve essere considerato parte integrante di quel sistema che andrà ad utilizzare, ossia un olone, fin dall’inizio della fase progettuale.

Quindi l’approccio all’organizzazione-qualità non deve definire un valore atteso di una variabile casuale discreta, che assuma solo un numero finito o una infinità numerabile di valori, ossia la media ponderata dei possibili risultati, ma deve considerare la complessità dei parametri e basarsi su funzioni che considerino gli innumerevoli spazi vettoriali dimensionali e complessi per ricercare tutte le informazioni e le interrelazioni dei vari componenti del sistema.

In altri termini non si avrà una sola risposta ad un singolo problema (risposta attesa), ma quello stesso problema avrà più risposte o meglio una serie di probabilità, ossia una matrice di densità.

Applicando la fisica quantistica alle attività produttive e/o di servizi si ottiene che lo stato di un sistema è rappresentato da una funzione complessa che riassume tutte le informazioni dei sottosistemi (oloni) che compongono il sistema stesso.

In tal senso le più recenti scoperte della fisica quantistica, ad esempio l’entanglement quantistico, ben si adattano ad operare nel mondo reale.

Infatti l’entanglement è un fenomeno unicamente quantistico in cui ogni stato quantico di un insieme di due o più sistemi fisici dipende dallo stato di ciascun sistema, anche se essi sono spazialmente separati. Adattando questo concetto al mondo reale si ha che ogni insieme, sia esso produttivo, economico, sociale, culturale, seppur separati spazialmente gli uni dagli altri, di fatto agiscono come se fossero strettamente correlati, ossia non separabili.

Ne mondo reale ciò è facilmente deducibile dal fatto che oltre alla spazialità entrano in gioco innumerevoli variabili, quali, ad esempio, i sistemi di comunicazione che favoriscono il trasferimento delle informazioni, le interrelazioni commerciali, economiche, culturali e così via.

Per concludere se si vuole costruire o solamente analizzare qualsiasi sistema non si può prescindere dal fatto che esso è costituito da innumerevoli altri sistemi e quel sistema è necessariamente parte integrante di un altro di ordine superiore e per tutti questi sistemi vale il principio di entanglement, cioè di non separabilità.

*Arch. Roberto Denti Presidente Vicario QAGI

Mantiene una intensa attività lavorativa incentrata tra varie esperienze ed attività tra cui quelle in un grosso Gruppo bancario europeo nel campo della borsa, dei rapporti con imprese, pubblica amministrazione e negli ultimi anni si è occupato di controllo di gestione dove ha cercato di applicare le esperienze fatte in urbanistica e negli studi sulla fisica quantistica.

Attualmente si occupa esclusivamente di arte quantistica, concetto da Lui fondato nel 2008 ed è il responsabile di QuantumArtGroupItaly, associazione di tipo onlus aderente a Egocreanet il cui presidente è il prof. Paolo Manzelli ora in pensione ed ex Direttore del Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze.

Il progetto “Arte Quantistica e Scienza per un Nuovo Rinascimento” redatto da Roberto Denti e dal prof. Paolo Manzelli è stato selezionato da Italia degli Innovatori – Presidenza del Consiglio dei Ministri come eccellenza italiana nel campo dell’innovazione, sezione arte scienza e comunicazione. Pertanto in rappresentanza di QuantumArtGroupItaly e di Egocreanet, sarà presente agli incontri istituzionali e bilaterali tra le eccellenze italiane e cinesi che si terranno a Shanghai e Nanchino dal 29 ottobre al 5 novembre prossimi.

L'autore: Gianluca Gaggioli

Gianluca Gaggioli: coniugato, con tre figli tutti nati a breve distanza, non si sa come trovi anche il tempo di "dilettarsi" sulle tematiche di qualità e management. Rail Strategist - Rail Fire Fighting - da oltre quindici anni lavora nel ambito ferroviario e medicale nel ruolo di "Assicurazione Qualità e dei Sistemi per la Gestione della Qualità". Competenze specifiche: Gestione della Qualità Secondo le Normative EN ISO 9001, EN ISO 14001, BS 18001, COCS 30.5/DT Trenitalia, Schemes Entities in Charge of Maintenance (ECM), ISO 31000, SGSL, OT24, MOG, EN ISO 13485, IRIS (International Railway Industry Standard), Six Sigma, Kaizen, Auditor Sistemi Qualità Certificato 19011 1a / 2a Parte (Audit interni e fornitori) e Abilitazione Formatore RSPP ASPP, dal 2008 attività di consulenza aziendale in materia di Sicurezza sul Lavoro; DVR, POS, DUVRI, Progettazione piani per la sicurezza (organizzazione e gestione corsi lavoratori); da Giugno 2011 Editor in Chief di Organizzazione Qualità. .

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 15 settembre 2011 da Gianluca Gaggioli il giovedì, settembre 15, 2011 alle 05:30 ed appartiene alla categoria Sistema gestione qualità. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Lascia un commento!

 

Attualmente sono stati lasciati 2 commenti a “ORGANIZZAZIONE E QUALITA’ DA UN PUNTO DI VISTA QUANTISTICO”

  1. 1
    paolo manzelli ha detto:
    15 settembre, 2011

    « La storia mostra che ogni sistema di idee – per quanto fosse rivoluzionario al momento in cui nacque prima o poi diventa un impedimento e un ostacolo allo sviluppo ulteriore>>
    (Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov)

    La conversione della qualita in quantita e’ stata il frutto di una epoca industriale cioe di uno sviluppo sostenuto dalla scienza meccanica che ha condotto alla prevalenza del valore della misura in denaro della produzione e degli scambi mercantili. Tale situazione cognitiva ha generato una organizzazione sociale di sviluppo basata sul consumismo che oggi e giunta alla piu evidente degenerazione, prorio in quanto la predominante merce di scambio per determinare la quantita di profitto e’ il denaro stesso. Cio’ produce una netta contraddizione nel rapporto stabilito dal mercato tra qualita e quantita della produzione di merci; infatti la qualita della moneta non esiste infatti e’ nulla avendo il denaro per sua natura solo un valore di informazione di tipo numerico quantitativo. Pertanto oggigiorno e necessario un “salto di tipo quantistico” per uscire dal loop di tale contraddizione a causa della quale il sistema di sviluppo industriale viene defraudato e sistematicamente distrutto dalla ricerca del profitto finanziario fine a se stesso. Una nuova ed innovativa organizzazione culturale ancor prima che sociale ed economica, dovra quindi primariamente risolvere questa assurda contraddizione logica che conduce progressivamente alla eliminazione piu completa del valore della qualita della vita. QAGI (*) si e costituito come gruppo di arte e scienza capace di incidere culturalmente verso la risoluzione della degenerazione epocale della societa industriale al fine di favorirecome alternativa lo sviluppo della Societa della Conoscenza. Paolo Manzelli , 16/sett/11- FIRENZE
    (*) http://www.facebook.com/pages/QuantumArtGroupItaly/236255603075969?ref=ts

  2. 2
    organizzazione-qualita.com ha detto:
    15 settembre, 2011

    “Le capacità tecniche sono padronanza della complessità mentre la creatività è padronanza della semplicità”1. Penso che a riduzione della complessità intesa – entropia – in qualsiasi sistemo od organizzazione è da considerarsi un sicuro passo in avanti verso il miglioramento, padroanza del sistema; Qualità in sintesi, anche nella nostra esistenza, è una riduzione dell’Entropia che tende a manifestarsi in una qualsiasi sistema / organizzazione / vita, una “casualità efficiente”2, anche se tutto questo sembrerebbe in contraddizione con la stessa entropia, che tende ad annullare, a uniformare qualsiasi forma di diversità e ordine, attitudine contrastante all’aumento della diversità che si osserva nei sistemi o nelle organizzazioni.

    Bisogna tendere a semplificare i sistemi organizzativi la mancanza di chiarezza e semplicità può solo generare disordine del sistema.

    “Tre sono le regole principali del mondo del lavoro: dal disordine e dalla confusione cercate di tirare fuori la semplicità; nei contrasti ricercate l’ironia e, infine, ricordate che l’opportunità risiede proprio nel bel mezzo delle difficoltà3

    1 Erik Christopher Zeeman (matematico contemporaneo)
    2 Luigi Fantappié (Viterbo, 15 settembre 1901 – Viterbo, 28 luglio 1956) matematico
    3 Albert Einstein (scienziato)

    Gianluca Gaggioli

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