4
Gen
2012

La vision è ciò che sta dietro o al di sopra della missione: aggiunge il “perché” al che “cosa”.

Di Gianluca Gaggioli pubblicato mercoledì 4 gennaio 2012 in Prodotto pianificazione e progetti |

What?
Creative Commons License photo credit: Unlikely Ghost

La vision è ciò che sta dietro o al di sopra della missione: aggiunge il “perché” al che “cosa”.

Oggi mi è stata posta questa domanda …….ma con quali strumenti? Cioè dove si pone il “che cosa”?

Io ho risposto con certezza con procedure e processi corretti…… ma realmente bastano al fine del  raggiungimento del che ”cosa”?

 

The vision is what stays behind and above the mission, it adds the “why” to the “what.”

Today I was asked about the  “how”……..where is it?

I surely answered……..with correct procedures and processes … but actually……is it enough to reach the “What”?

L'autore: Gianluca Gaggioli

Gianluca Gaggioli: coniugato, con tre figli tutti nati a breve distanza, non si sa come trovi anche il tempo di "dilettarsi" sulle tematiche di qualità e management. Rail Strategist - Rail Fire Fighting - da oltre quindici anni lavora nel ambito ferroviario e medicale nel ruolo di "Assicurazione Qualità e dei Sistemi per la Gestione della Qualità". Competenze specifiche: Gestione della Qualità Secondo le Normative EN ISO 9001, EN ISO 14001, BS 18001, COCS 30.5/DT Trenitalia, Schemes Entities in Charge of Maintenance (ECM), ISO 31000, SGSL, OT24, MOG, EN ISO 13485, IRIS (International Railway Industry Standard), Six Sigma, Kaizen, Auditor Sistemi Qualità Certificato 19011 1a / 2a Parte (Audit interni e fornitori) e Abilitazione Formatore RSPP ASPP, dal 2008 attività di consulenza aziendale in materia di Sicurezza sul Lavoro; DVR, POS, DUVRI, Progettazione piani per la sicurezza (organizzazione e gestione corsi lavoratori); da Giugno 2011 Editor in Chief di Organizzazione Qualità. .

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 4 gennaio 2012 da Gianluca Gaggioli il mercoledì, gennaio 4, 2012 alle 07:00 ed appartiene alla categoria Prodotto pianificazione e progetti. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Lascia un commento!

 

Attualmente è stato lasciato un commento a “La vision è ciò che sta dietro o al di sopra della missione: aggiunge il “perché” al che “cosa”.”

  1. 1
    paolo g bianchi ha detto:
    4 gennaio, 2012

    È un termine in cui mi imbatto spesso in azienda. Nei corsi si deve avere sempre una vision che affianca la mission.
    Ma cos’ è la vision, la vision personale?

    Nella vita non si può raggiungere nulla senza avere la cognizione del perché lo si fa. Per i buddisti, attraverso la pratica, si acquisisce la chiarezza del percorso da seguire. Per gli occidentali è più complesso affrontare un cammino di disciplina e costanza; quindi diventa più laborioso sapere perché stiamo facendo qualcosa.
    Allora chiamiamo “vision” l’idea che ci stiamo facendo della nostra vita personale o professionale in quel preciso momento. È come se proiettassimo uno spezzone di un film di cui siamo spettatori e protagonisti, per poterlo poi realizzare nella vita quotidiana. Per questo abbiamo bisogno di un modello da seguire: se non abbiamo in mente la serie delle sequenze non potremo raggiungere i nostri obiettivi.

    La formazione serve per aiutarci a creare queste sequenze di film e a farci capire quando siamo protagonisti e quando siamo solo comparse. Il ruolo del formatore deve essere quello di aiutare e guidare il nostro essere spettatori; saper guardare le cose dall’esterno aiuta infatti a valutarci meglio e a capire con maggiore apertura mentale le scelte da fare. Purtroppo i formatori tendono spesso ad assumere il ruolo di regista dirigendo la vita degli altri e i loro sogni.
    Invece i formatori dovrebbero essere solo gli sceneggiatori a cui spetta il compito di descrivere minuziosamente le possibili scene di quello spezzone di film che si vorrebbe interpretare.

    Nei corsi esperienziali, il formatore facilita il passaggio di nuovi concetti e idee che nascono da momenti, luoghi e situazioni diverse e che, se ben interiorizzati, permettono un cambiamento costante e duraturo.
    Per questo sostengo che è necessario provare differenti situazioni perchè permettono di calibrare i nostri sogni e ci fanno capire cosa vogliamo da noi stessi in quel preciso momento. Fatto ciò possiamo cominciare a costruire la mission, ma questa è un’altra storia.

Lascia un commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.

Vai su »