5
Giu
2014

Diagramma SIPOC diagramma di miglioramento

Di Gianluca Gaggioli pubblicato giovedì 5 giugno 2014 in Misurazione analisi e miglioramento |

Quality Standards Logos

Con una gestione dei dati / processi attraverso un diagramma SIPOC – Supplier – Input – Process – Output – Customer permette di mappare il processo dell’organizzazione che si vuole mantenere sotto controllo.

Questa tipologia di mappatura è utilissima nello start up di nuovi processi o anche nella gestione di attività con metodologia Kaizen.

S= Supplier – Fornitore (Chi sono i fornitori?)

I= Input – Variabile (Quali sono le specifiche richieste al Supplier – Fornitore?)

P= Process – Processo (Quale Raggio di azione mantiene il processo nell’organizzazione?)

O= Output (Quali sono le risultane ottenute? Quelle sperate?)

C= Customer – Cliente (Chi sono i Clienti?)

Con questa tipologia di diagramma è “semplificata”  l’analisi dei flussi informativi partendo dalla coda – identificazione Cliente Esterno / Intero  (risorse dell’organizzazione), gestione dei processi di Output dove vengono riconosciuti i punti di parenza e di ((fine) nessun processo ha mai una fine tutto è migliorabile), questo porterà ad indentificare in maniera univoca un anzi “IL” Gestore del processo, che analizzerà con la massima attenzione i dati di Input, Questa meticolosa attenzione definirà con quale grado di approfondimento verranno portate sotto la lente di ingrandimento le fasi; quali da identificarsi a valore aggiunto e quali a non valore aggiunto.

Un Processo va  vissuto come un processo che comincia e di cui non esiste davvero una fine, a meno che questa non sia richiesto ne consegue che anche un analisi con strumenti di tipo SIPOC è in continuo divenire almeno che già in partenza non sia stata definita una data di morte di quel determinato processo.

L'autore: Gianluca Gaggioli

Gianluca Gaggioli: coniugato, con tre figli tutti nati a breve distanza, non si sa come trovi anche il tempo di "dilettarsi" sulle tematiche di qualità e management. Rail Strategist - Rail Fire Fighting - da oltre quindici anni lavora nel ambito ferroviario e medicale nel ruolo di "Assicurazione Qualità e dei Sistemi per la Gestione della Qualità". Competenze specifiche: Gestione della Qualità Secondo le Normative EN ISO 9001, EN ISO 14001, BS 18001, COCS 30.5/DT Trenitalia, Schemes Entities in Charge of Maintenance (ECM), ISO 31000, SGSL, OT24, MOG, EN ISO 13485, IRIS (International Railway Industry Standard), Six Sigma, Kaizen, Auditor Sistemi Qualità Certificato 19011 1a / 2a Parte (Audit interni e fornitori) e Abilitazione Formatore RSPP ASPP, dal 2008 attività di consulenza aziendale in materia di Sicurezza sul Lavoro; DVR, POS, DUVRI, Progettazione piani per la sicurezza (organizzazione e gestione corsi lavoratori); da Giugno 2011 Editor in Chief di Organizzazione Qualità. .

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 5 giugno 2014 da Gianluca Gaggioli il giovedì, giugno 5, 2014 alle 23:22 ed appartiene alla categoria Misurazione analisi e miglioramento. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Lascia un commento!

 

Attualmente è stato lasciato un commento a “Diagramma SIPOC diagramma di miglioramento”

  1. 1
    Antonio Vittoria ha detto:
    10 settembre, 2014

    Questa tua analisi ha “aperto” in me una riflessione

    Talvolta si pensa che il passaggio più difficile consista nell’interscambio dati (OUT/IN) fra Cliente (Capitolato) e suo Supplier (Produttore/erogatore finale di bene o servizio).
    Per mia personale esperienza giudico maggiormente problematica, a tratti “ostica”, la capacità di un Organizzazione nel voler far comprendere la logica del “Cliente Interno”.
    E’ difficile poter pensare di lavorare correttamente se si opera a compartimenti stagni e soprattutto sbagliato relegare il concetto di Qualità al solo Ente preposto.

    Perciò dico essere fondamentale che: TUTTI INDISTINTAMENTE (dal fattorino al collaudatore finale ) DEBBANO CONCORRERE AL PERSEGUIMENTO DELL’OBIETTIVO QUALITA’ !!!
    Perché ogni Ente/Processo fa proprio un dato in ingresso e ne produce uno in uscita che deve essere UTILE alla catena (la vera Supply Chain) e non solo, come giustamente sottolinea Gaggioli, utile al miglioramento (PDCA) del Sistema gestione Qualità stesso e del bene/prodotto/servizio erogato.
    Attenzione particolare deve essere data ai Sub Suppliers che come già dicevo in altro post debbono essere QUELLI GIUSTI per poter concorrere al miglioramento andando ad adottare la stessa logica al loro interno.

    Questa logica porta a pensare che tutti si aspettino qualcosa di positivo (certamente relativo ai propri bisogni non più egoistici) perché il cerchio va a coinvolgere tutti gli attori dando ad ognuno un valore dove nessuno supera l’altro in importanza.

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