25
Lug
2012

Tecnica dei Sei Cappelli Edward De Bono

Di Gianluca Gaggioli pubblicato mercoledì 25 luglio 2012 in La direzione impegno politica pianificazione |

Vi sono molteplici strade per affrontare i problemi e spesso ci caliamo ad interpretare un ruolo nell’affrontare queste diverse problematiche.

L’indossare il “cappello” nella conduzione di una riunione vuol stare a significare assumere un ruolo, e tale ruolo può cambiare a seconda del cappello che si decide di indossare.

Questo metodo può tornare utilissimo per rendere le riunioni meno conflittuali, e certamente più proficue sotto il profilo della sua conduzione.

Servirsi ed portare sei diversi Cappelli per considerare qualche cosa da differenti punti di vista consente di valicare i confini normali cui sottomettiamo i nostri pensieri e le nostre idee. “Infilarsi un vestito da clown ci permette a fare i buffoni”, consigliando che in siffatto criterio è possibile riflettere ed approvare cose che solitamente non costruirebbero parte del nostro modo di riflettere. La censura che ci obblighiamo viene trasformata ad una migliore autonomia di espressione, grazie appunto ai Sei Cappelli di Edward De Bono

Cappello Bianco: Analisi dei dati, dei fatti, incetta di informazioni, logica, obiettività, oggettività, paragoni e somiglianze; questa attività viene condotta senza porsi con preconcetti o precostruzioni.

Il colore bianco ricorda la imparzialità, i dati prive di giudizio, i fatti. Quando in una meeting si chiede ai presenti di infilarsi il cappello bianco, si invita loro a mettere da parte le

dissertazioni e i giudizi per concentrarsi sulle relazioni. E’ un sistema per mietere tutte le notizie disponibili e per chiarire quali dati mancano.

Cappello Rosso: Emotività, rabbia, passione. Esprimere di primo acchito le proprie idee, come un torrente impetuoso, come quando si è bambini che si esprimono le proprie emozioni senza finzioni, fondamentale al fine di considerare anche le più strane delle sensazioni.

Il rosso è il colore delle emozioni, degli entusiasmi. Le emozioni sono abitualmente estromesse dalle riunioni, ma riemergono vagamente, travestite da pareri logici Il cappello rosso dà invece pieno diritto alle emozioni. Le intuizioni possono creare ottimi risultati.

Cappello Nero: Il diavolo che fa emergere i possibili rischi, le ragioni per le quali il progetto sarà soggetto al fallimento.

Il nero richiama la magistratura, il giudice critico e cinico, è il colore della avvedutezza, tutti gli intoppi, i dilemmi, i probabili episodi sfavorevoli In meeting portare il cappello nero è estremamente valido per sottrarsi agli errori, per fermare idee errate prima che  prendano campo. Il cappello nero è abbondantemente  usato, probabilmente anche troppo, fa emergere e correre il rischio di tagliare sul nascere anche delle validissime idee di progetto, non è da considerarsi un individuo pessimista.

Cappello Giallo: Il propositivo, positivo colui che porta in evidenza le opportunità, i benefici che si potrebbero venire a cogliere, promuove la speranza nelle organizzazioni.

E’ il colore del sole, della fiducia, della visione ottimista . Portare il cappello giallo indica scorgere lati favorevoli anche in idee a prima vista poco sfolgoranti. Il giallo spesso genera effetti più remunerativi.

 

 

Cappello Verde: identifica la cre-attività le nuove visioni, le nuove idee,  il miglioramento dell’organizzazione.

Il verde indica le fiducie, le eventuali possibilità, le nuove visioni. Il cappello verde è uno spinta per costruire  innovazione, per individuare soluzioni insolite nuove opportunità.

Cappello Blu: Fissa le priorità, procedimenti, processi. Organizza, ordina, fissa le metodologie “E’ IL DIRETTORE D’ORCHESTRA”, sintetizza è rende operative le varie visioni.

Blu come il firmamento, Chi porta il cappello blu conduce e ordina la discussione; il cappello blu è indossato da chi sovrintende il meeting e orienta le idee degli altri.

“La pianificazione strategica va in crisi quando il futuro si rifiuta di assumere il ruolo assegnatogli dai pianificatori” Edward De Bono

L'autore: Gianluca Gaggioli

Gianluca Gaggioli: coniugato, con tre figli tutti nati a breve distanza, non si sa come trovi anche il tempo di "dilettarsi" sulle tematiche di qualità e management. Rail Strategist - Rail Fire Fighting - da oltre quindici anni lavora nel ambito ferroviario e medicale nel ruolo di "Assicurazione Qualità e dei Sistemi per la Gestione della Qualità". Competenze specifiche: Gestione della Qualità Secondo le Normative EN ISO 9001, EN ISO 14001, BS 18001, COCS 30.5/DT Trenitalia, Schemes Entities in Charge of Maintenance (ECM), ISO 31000, SGSL, OT24, MOG, EN ISO 13485, IRIS (International Railway Industry Standard), Six Sigma, Kaizen, Auditor Sistemi Qualità Certificato 19011 1a / 2a Parte (Audit interni e fornitori) e Abilitazione Formatore RSPP ASPP, dal 2008 attività di consulenza aziendale in materia di Sicurezza sul Lavoro; DVR, POS, DUVRI, Progettazione piani per la sicurezza (organizzazione e gestione corsi lavoratori); da Giugno 2011 Editor in Chief di Organizzazione Qualità. .

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photo by: Alex E. Proimos
Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 25 luglio 2012 da Gianluca Gaggioli il mercoledì, luglio 25, 2012 alle 06:45 ed appartiene alla categoria La direzione impegno politica pianificazione. Puoi seguire i commenti a questo articolo attraverso i feed RSS 2.0. Lascia un commento!

 

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